CONGEDI PER GRAVI MOTIVI FAMILIARI

1. COSA SONO I GRAVI MOTIVI FAMILIARI?

a) necessità derivanti dal decesso di un familiare;

b) situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell'assistenza di familiari;

c) situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.

Sono inoltre considerate "gravi motivi" le situazioni, escluse quelle che riguardano direttamente il lavoratore richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:

  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;

  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;

  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;

  • patologie dell'infanzia e dell'età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.

2. COS'È IL CONGEDO PER MOTIVI FAMILIARI?

I dipendenti possono chiedere, per gravi e comprovati motivi familiari, relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei propri parenti e affini entro il 3° grado (anche non conviventi) un periodo di congedo fino a un massimo di 2 anni (art 4 comma 2 e 4 Legge 53/2000).

3. COM'È RETRIBUITO IL CONGEDO PER GRAVI MOTIVI FAMILIARI?

 Questo periodo non è retribuito, non maturano né le ferie né la contribuzione.