INVALIDITA' ED HANDICAP

1. CHI È PORTATORE DI HANDICAP?

 

    Portatore di handicap è colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, causa di difficoltà di apprendimento , di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

    2. QUANDO L'HANDICAP È GRAVE?

    L'handicap assume connotazione di gravità se la minorazione ha ridotto l'autonomia personale in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

    3. CHI PUÒ FRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE PER I PORTATORI DI HANDICAP?

    Possono usufruire delle agevolazioni previste per i portatori di handicap i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, pubblici o privati, anche con contratto a tempo determinato (è ammesso il part time).

    È inoltre necessario che la persona che chiede o la persona per la quale si chiedono i permessi sia in situazione di handicap grave riconosciuta dall'ASL.

    È infine richiesto che la persona in situazione di disabilità grave non sia ricoverata a tempo pieno.

    4. COME SI OTTIENE L'ACCERTAMENTO DELL'HANDICAP?

    La domanda va inoltrata dalla persona interessata all'ASL di competenza. Dopo 90 giorni un medico specialista nella patologia denunciata svolgerà un accertamento.

    Nel caso di mancato rilascio della certificazione di handicap grave entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l'interessato ha la facoltà di presentare un certificato rilasciato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso l'ASL, che attesti la situazione di gravità.

    La certificazione provvisoria rilasciata dalla Commissione ASL può essere presa in considerazione prima della domanda di riconoscimento di handicap grave e avrà validità fino all'emissione del provvedimento definitivo.

    La domanda può essere presentata anche via PEC.

    Il provvedimento di accoglimento o reiezione verrà inviato al lavoratore o alla lavoratrice e al datore di lavoro.

    La domanda ha valore a decorrere dalla sua presentazione e non deve essere rinnovata, ad eccezione del caso in cui il riconoscimento della disabilità grave sia temporaneo.

    I benefici hanno decorrenza dalla data di accoglimento della domanda, ad eccezione del caso in cui la Commissione considera l'handicap grave senza dubbio esistente da data anteriore a quella di presentazione della domanda di riconoscimento all'ASL; in questo caso il beneficio decorrerà dalla data anteriore a quella dell'accertamento.

    Il/la dipendente dovrà comunicare le eventuali variazioni delle situazioni autocertificate nel modello di richiesta.

    In caso di patologie oncologiche, la certificazione provvisoria potrà essere considerata utile anche solo dopo che siano trascorsi 15 giorni dalla presentazione della domanda alla Commissione Medica Integrata. Infatti l'accertamento dell'handicap oncologico subisce un iter accelerato. Qualora il provvedimento definitivo non sia di handicap grave si procederà al recupero dei permessi fruiti.

    Il lavoratore/la lavoratrice dovrà allegare alla domanda:

    • la copia della ricevuta della domanda presentata alla Commissione Medica Integrata. Solo se tale istanza sia stata presentata almeno 90 giorni prima, potrà essere presa in considerazione la certificazione provvisoria.

    • La dichiarazione liberatoria, in caso di certificazione provvisoria, nella quale il lavoratore si impegna alla restituzione delle prestazioni che risultassero indebite alla fine del procedimento.

    5. COS'È IL PERMESSO MENSILE DI 3 GIORNI, CHI NE HA DIRITTO E COME OTTENERLO?

    Ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti pubblici e privati (anche a tempo determinato) spetta un giorno di permesso retribuito ogni 10 giorni di assistenza continuativa (con 19 giorni di assistenza si matura sempre 1 giorno), per un totale di 3 giorni al mese. Tali permessi possono essere richiesti per l'assistenza di:

    • figli;

    • parenti e affini entro il 3° grado;

    • coniugi;

    • se stessi.

    Tale diritto NON spetta a:

    • i lavoratori e le lavoratrici a domicilio;

    • gli addetti e le addette ai lavori domestici e familiari;

    • i lavoratori e le lavoratrici agricoli/e a tempo determinato occupati a giornata con rapporto di lavoro inferiore a 26 giorni al mese;

    • i lavoratori e le lavoratrici autonome;

    • i lavoratori e le lavoratrici parasubordinati/e.

    I permessi possono anche essere frazionati in ore (1 o 2 ore retribuite al giorno, a seconda dell'orario lavorativo); in caso di part-time verticale le giornate di permesso vengono proporzionalmente ridotte.

    I giorni di permesso non fruiti in un mese non possono essere cumulati con quelli spettanti il mese successivo. Inoltre, per ogni soggetto con handicap grave, spettano sempre 3 giorni, anche se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti.

    I giorni possono anche coincidere tra i genitori, pur non potendo mai superare il numero di 3. Essi possono essere richiesti anche durante i periodi di normale congedo parentale o di congedo per malattia del figlio fruiti dall'altro genitore.

    La domanda deve essere presentata all'INPS ed in copia (protocollata e siglata dall'INPS) al datore di lavoro, su modello predisposto, insieme alla documentazione necessaria. Il/la richiedente dovrà allegare:

    • l'autocertificazione dell'eventuale ricovero a tempo pieno del soggetto in condizione di handicap grave, salvo che la presenza del famigliare non sia esplicitamente richiesta dalla struttura sanitaria;

    • l'accertamento sanitario;

    • l'indicazione delle ore di assenza dal lavoro ovvero dei giorni di permesso.

    È prevista inoltre la possibilità di cambiare il tipo di permesso richiesto:

    • da un mese all'altro (a giorni ovvero a ore);

    • eccezionalmente nell'ambito dello stesso mese, qualora sopraggiungano esigenze improvvise non prevedibili all'atto della richiesta dei permessi (calcolo: fino a 4 ore di permesso residuano ancora 3 giorni; da 5 a 12 ore di permesso fruito residuano ancora 2 giorni; da 13 a 20 ore di permesso fruito residua un solo giorno; con 21 ore già fruite non rimane alcun giorno).

    6. HO UN FIGLIO DISABILE CON MENO DI 3 ANNI DI ETÀ. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

     I genitori lavoratori dipendenti di figli con meno di 3 anni età affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto a:

    • scegliere la sede di lavoro più vicina;

    • non essere trasferiti in altra sede senza il loro consenso;

    • fruire del prolungamento del congedo parentale (ex astensione facoltativa) fino agli 8 anni di vita del bambino con disabilità grave, per una durata complessiva di 36 mesi, durante i quali si riceverà un'indennità pari al 30% della retribuzione. I due genitori possono fruire complessivamente di 36 mesi di congedo. Il prolungamento del congedo parentale è computato nell'anzianità di servizio, ma è escluso al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

    • I riposi orari retribuiti, rapportati all'orario di lavoro giornaliero (2 ore di permesso per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi). Il genitore può richiedere di fruire del permesso orario giornaliero in luogo del congedo parentale.

      Solo in caso di figlio disabile e contemporanea presenza di un figlio non portatore di handicap, è possibile cumulare da parte del medesimo genitore sia il permesso orario concesso per assistere il figlio portatore di handicap di età inferiore ai 3 anni, sia i permessi orari giornalieri per accudire il figlio non portatore di handicap.

      Ciò anche nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice disabile sia fruitore per se stesso dei permessi orari sia anche genitore di un bambino per il quale spettano i permessi orari giornalieri (ex "allattamento").

      I permessi presi ad ore sono indennizzabili sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e saranno computati nell'anzianità di servizio, ma non al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

      NB: nel mese in cui uno o entrambi i genitori abbiano fruito, anche alternativamente, del prolungamento del congedo parentale o delle ore di riposo giornaliero, gli altri parenti o affini aventi diritto non potranno beneficiare dei giorni di permesso mensili per lo stesso soggetto.

      Non sono inoltre fruibili contemporaneamente i riposi orari retribuiti per il figlio disabile ed i riposi giornalieri previsti entro il primo anno di vita del bambino, a meno che non vi sia necessità di cure certificate che non possano essere garantite durante le sole ore di "allattamento".

    • Il congedo biennale retribuito: è riconosciuto alla madre lavoratrice dipendente o al padre lavoratore dipendente, alternativamente tra loro. È fruibile, in misura continuativa o frazionata, per un periodo non superiore ai due anni. Il congedo starordinario può essere concesso da un genitore nello stesso periodo in cui l'altro goda del congedo di maternità o del congedo parentale per il medesimo figlio.

      I 3 gioni di permesso mensili possono essere fruiti nello stesso mese in cui l'altro genitore si trova in congedo straordinario, ma non per il medesimo giorno.

      Durante il congedo straordinaro non si maturano ferie, anzianità, tredicesima mensilità e

      TFR; mentre l'indennità mensile è pari all'ultima retribuzione.

    • Il permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra).

    7. HO UN FIGLIO DISABILE CON UN'ETÀ COMPRESA TRA I 3 E I 12 ANNI. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

    I genitori lavoratori dipendenti di figli con un'età compresa tra i 3 e i 12 anni di età ed affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto a:

    • fruire del prolungamento del congedo parentale (ex astensione facoltativa) fino aI 12 anni di vita del bambino con disabilità grave, per una durata complessiva di 36 mesi, durante i quali si riceverà un'indennità pari al 30% della retribuzione. I due genitori possono fruire complessivamente di 36 mesi di congedo.

      Il prolungamento del congedo parentale è computato nell'anzianità di servizio, ma è escluso al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

    • I riposi orari retribuiti, rapportati all'orario di lavoro giornaliero (2 ore di permesso per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi). Il genitore può richiedere di fruire del permesso oraro giornaliero in luogo del congedo parentale. I permessi presi ad ore sono indennizzabili sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e saranno computati nell'anzianità di servizio, ma non al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

    • Il permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra).

    8. HO UN FIGLIO DISABILE CON UN'ETÀ COMPRESA TRA I 12 E I 18 ANNI. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

    I genitori lavoratori dipendenti di figli con un'età compresa tra i 3 e gli 12 anni di età ed affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto a:

    • i riposi orari retribuiti, rapportati all'orario di lavoro giornaliero (2 ore di permesso per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi). Il genitore può richiedere di fruire del permesso oraro giornaliero in luogo del congedo parentale. I permessi presi ad ore sono indennizzabili sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e saranno computati nell'anzianità di servizio, ma non al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

    • Di fruire del permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra). Hanno diritto di godere di tali permessi anche parenti ed affini fino al 3° grado se:

      • sono lavoratori dipendenti;

      • assistono il minore con continuità ed esclusività;

      • non vi siano né padre né madre o questi comunque non siano in grado di provvedere all'assistenza del figlio.

    9. HO UN FIGLIO DISABILE CON PIÙ DI 18 ANNI. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

    I genitori lavoratori dipendenti di figli con 18 o più anni e affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto di fruire del permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra). Non è più richiesta la convivenza né la continuità ed esclusività dell'assistenza familiare. Se la persona assistita risiede a più di 150 km di distanza, il lavoratore o la lavoratrice dovrà documentare di aver raggiunto il luogo di residenza dell'assistito.