Categorie di lavoratori

  • Tirocinio e stage

    Il tirocinio è un'esperienza temporanea di formazione e lavoro, che può essere svolta da tutte le persone in età lavorativa.

    I tirocini sono regolati da una convenzione tra il soggetto promotore e il soggetto ospitante, che devono concordare un progetto formativo; il soggetto promotore è responsabile della copertura assicurativa dei tirocinanti. Per ogni tirocinio è previsto inoltre un tutor organizzativo.

    L'impegno orario del tirocinante non potrà essere superiore a quello previsto dal contratto del soggettto ospitante.

    Al termine dello stage, il soggetto ospitante rilascerà un'attestazione dell'attività svolta e delle conoscenze acquisite.

  • Introduzione al lavoro dipendente

    Il lavoratore dipendente (o subordinato) è offre tempo e capacità all'imprenditore, in cambio di retribuzione, impegnandosi a svolgere la propria attività sotto la direzione del datore di lavoro.

    L'orario di lavoro, il livello di inquadramento, lo stipendio e le attività da svolgere devono essere specificati nel contratto di lavoro.

    RETRIBUZIONE: deve essere proporzionale alla quantità e qualità del lavoro.

    ORARIO DI LAVORO: la durata dell'orario normale di lavoro è fissata per legge in un massimo di 40 ore settimanali (i CCNL possono prevedere una durata inferiore). Le ore di lavoro effettuate in più fino al limite legale di 40 ore saranno considerate lavoro supplementare, mentre quelle oltre le 40 lavoro straordinario.

    La durata massima della prestazione lavorativa giornaliera non può superare le 13 ore; metre la duarta massima dell'orario di lavoro settimanale è fissata a 48 ore (comprensive dell'eventuale straordinario).

    IL RIPOSO SETTIMANALE: il lavoratore ha diritto ad un riposo di almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni lavorativi. Dal 2008 il riposo settimanale viene calcolato su una media non superiore ai 14 giorni; quindi il lavoratore può lavorare per lavprare per più di 6 giorni consecutivi, purché sia previsto almeno un riposo di 48 ore entro il 14° giorno.

    FESTE E FESTIVITÀ:sono stabite dai CCNL. Il lavoratore ha diritto non inferiore a 4 settimane annuali di ferie retribuite. Tale periodo va goduto per almeno 3 settimane (consecutive, in caso di richiesta del lavoratore) entro il 31 dicembre dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane nei 18 mesi successivi. I contratti collettivi possono stabilire periodi di perie più lunghi. Il periodo minimo di ferie di 4 settimane non è monetizzabile.

    CONGEDO MATRIMONIALE: tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, in caso di matrimonio avente validità civile, ad un congedo retribuito, la cui durata è generalmente di 15 giorni di calendario. Il congedo spetta anche agli apprendisti.

    MATERNITÀ E PATERNITÀ: il D. Lgs. n° 11/2001 prevede:

    • il divieto di licenziamento della alvoratrice madre dall'inizio della gestaione fino al compimento dell'anno di età del bambino;

    • un periodo di astensione obbligatoria del lavoro per la lavoratrice madre;

    • un periodo di astensione facoltativa dal lavoro per la lavoratrice madre;

    • permessi retribuiti e non retribuiti per l'assistenza e la cura del bambino.

    Una protezione analoga a quella prevista per la maternità naturale è sancita in caso di adozione o affidamento.

    DIRITTO ALLO STUDIO: se segue corsi scolastici, un lavoratore ha diritto ad effettuare orari di lavoro particolari e a permessi per frequentare i corsi.

    MALATTIE, INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI: in caso di malattia, infortunio sul lavoro o malattie professionali è garantita la conservazione del posto di lavoro per il tempo garantito dal CCNL.

    In caso di malattia, il lavoratore ha diritto a riceverela retribuzione, o un'indennità.

    In caso di infortunio malattia professionale, i primi 4 giorni(comprensivi del giorno stesso di infortunio) sono retribuiti dal datore di lavoro; a partire dal 4° giorno dall'INAIL (per un massimo di 180 giorni in un anno solare).

    SCIOPERO: il lavoratore ha diritto di sciopero; la retribuzione è sospesa durante il periodo di sciopero.

    PARITÀ: alla donna lavoratrice spettano gli stessi diritti del lavoratore uomo (ex D. Lgs. 198/2006).

    Il contratto di apprendistato

    Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che si caratterizza per la parte formativa, che si aggiunge a quella lavorativa e che si rivolge ai ragazzi tra i 15 e i 29 anni.

    Oltre al contartto di lavoro, devono essere redatti per iscritto anche il patto di prova e il piano formativo individuale (quest'ultimo può essere anche inserito nel contratto in forma sintetica).

    Entrambi le parti possono recedere dal contratto. Durante l'apprendistato si applicano le sanzioni previste per il licenziamento illegittimo, fermo restando che il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano formativo costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    Il contratto di apprendistato prevede:

    • il divieto di retribuzione a cottimo dell'apprendista;

    • la presenza di un tutor aziendale;

    • la possibilità di prolungare il periodo formativo, qualora venga interrotto da una causa involontaria superiore a 30 giorni (es: malattia, infortunio, maternità).

    Un datore di lavoro può assumere al massimo un numero di apprendisti corrispondente ai 2/3 delle maestranze qualificate. Tale rapporto non può in ogni caso superare il 100% per i datori di lavoro che occupino meno di 10 lavoratori. Il datore che non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati (o ne ha meno di 3) può assumere al massimo 3 apprendisti.

    Il contratto di formazione lavoro

    Questo tipo di contratto può essere stipulato solo dalle Pubbliche Amministrazioni; per le aziende del settore privato, il D. Lgs 276/2003 (cd "legge Biagi") lo ha sostituito con il contratto di inserimento.

    Il contratto di formazione lavoro è un contratto a tempo determinato, avente finalità formative e stipulabile con giovani tra i 16 e i 32 anni. Il datore di lavoro deve redigere un progetto formativo.

    Il contratto di formazione lavoro può essere:

    • di tipo A: per l'acquisizione di professionalità intermedie o elevate. In questo caso può durare fino a 24 mesi e il datore di lavoro si impegna a fornire una formazione professionale di 80 (per l'acquisizione di professionalità intermedie) o 130 ore (per l'acquisizione di professionalità elevate).

    • di tipo B : per agevolare l'inserimento professionale. In questo caso il contartto può evere una durata massima di 12 mesi e sono previste 20 ore di formazione.

    Il contratto di formazione lavoro deve essere stipulato in forma scritta e può essere sia full che part time e può essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato.

    Il contratto a tempo indeterminato

    Tipologia contrattuale che non prevede un termine finale di durata. Dal 7 marzo 2015, agli assunti a tempo indeterminato si applica il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

    Per il legislatore il contratto a tempo indeterminato è la forma comune del rapporto di lavoro.

    »Leggi il D. Lgs. N° 23 del 4 marzo 2015 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/06/15G00037/sg)

    Il contratto a tempo determinato

    Contratto in cui viene indicata una data di cessazione (cd. "scadenza"), in corrispondenza della quale si ha il termine del rapporto di lavoro.

    La Legge n° 74/2014, che ha convertito il Dl. n° 34/2014 (cd. "Jobs Act"), ha introdotto delle novità:

    • non è più necessario indicare la causa che giustifica il ricorso al contratto a tempo determinato;

    • la scadenza del rapporto di lavoro deve essere indicata per iscritto;

    • la durata del contratto a tempo determinato per la stessa attività lavorativa può essere al massimo di 36 mesi, proroghe e rinnovi compresi;

    • nel caso in cui la durata complessiva del contratto non superi i 3 anni, il termine del contratto può essere rinnovato per un massimo di 5 volte;

    • in caso di rinnovo contrattuale, deve essere rispettato il periodo di sospensione dell'attività lavorativa (10 giorni se la durata iniziale del contratto è inferiore ai 6 mesi, 20 giorni se è superiore ai 6 mesi);

    • uno stesso datore di lavoro può stipulare contratti a tempo determinato nella misura del 20% del numero dei lavoratori in forza al 1° gennaio dell'anno diassunzione. Per i datori di lavoro che occupano meno di 5 dipendenti è in ogni caso possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato;

    • in relazione al diritto di precedenza in favore del lavoratore a termine, che abbia prestato attività lavorativa a tempo determinato per un periodo superiore ai 6 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato nella stessa azienda entro i successivi 12 mesi, viene riconosciuto che il congedo di maternità concorra a determinare il periodo di prestazione lavorativa;

    • il lavoratore a tempo determinato non può essere discriminato rispetto ai colleghi a tempo indeterminato per quel che riguarda ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto;

    • il contratto a tempo determinato può essere trasformato in contratto a tempo indeterminato, previo consenso del lavoratore.

    Il contratto a chiamata o intermittente (Job on call)

    Contratto di lavoro subordinato mediante il quale il datore di lavoro può utilizzare "all'occorrenza" la prestazione lavorativa del lavoratore, nel rispetto di un termine minimo di preavviso (non inferiore a un giorno lavorativo).

    Il contratto di lavoro intermittente può essere a tempo determinato o indeterminato. Può inoltre essere di due specie:

    • con garanzia di disponibilità: il lavoratore assicura la propria disponibilità lavorativa, in cambio di un indennizzo (cd. "indennità di disponibilità"). In caso di malattia o di altro evento che renda temporaneamente impossibile rispondere alla chiamata, il lavoratore deve darne tempestiva comunicazione al datore di lavoro e per tale periodo non matura il diritto all'indennitàdi disponibilità;

    • senza garanzia di disponibilità: in questo caso il lavoratore è libero di scegliere se eseguire la prestazione lavorativa o meno.

    Il lavoratore intermittente non deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo meno favorevole rispetto agli altri lavoratori di pari livello, a parità di mansioni svolte.

    Questo tipo di contratto può essere utilizzato nel limite massimo di 400 giornate lavorative nell'arco di 3 anni solari. Questo limite non si applica per i lavoratori del commercio, del turismo e dello spettacolo. In caso di superamento di tale limite, il rapporto di lavoro si trasforma in rapporto a tempo pieno indeterminato.

    Il contratto a tempo pieno (full time) e a tempo parziale (part time)

    I contratti di lavoro a tempo pieno sono quelli maggiormente diffusi e prevedono un monte ore settimanale massimo di 40 ore.

    Il contratto a tempo parziale prevede un orario di lavoro inferiore rispetto a quello a tempo pieno e deve essere stipulato per iscritto, specificando la durata della prestazione lavorativa e dell'orario di lavoro.

    Il datore di lavoro può richiedere del lavoro supplementare entro i limiti del normale orario contrattuale (in relazione a giornate, settimane e mesi). Il datore di lavoro può richiedere al lavoratore prestazioni supplementari in misura non superiore al 25% delle ore settimanali concordate, con una maggiorazione del 15% sulla retribuzione oraria. Il lavoratore può rifiutare lo svolgimento del lavoro supplementare.

    È possibile variare l'orario di lavoro o la distribuzione delle giornate, con un prevviso di almeno 2 giorni lavorativi. Il rifiuto del lavoratore di variare la concordare variazioni dell'orario non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    Su accordo scritto delle parti, è ammessa la trasformazione del contratto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo paziale. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il prorpio rapporto di lavoro non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

    I lavoratori affetti da gravi patologie hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

    Riferimenti normativi:

    D. Lgs. 81/2015 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/06/24/15G00095/sg)

    Contratto di somministrazione di lavoro

    Il contratto di somministrazione di lavoro si caratterizza per la presenza di tre soggetti:

    1. l'agenzia per il lavoro (il somministratore);

    2. l'impresa (o un professionista, o un privato cittadino);

    3. il lavoratore.

    Il lavoratore è assunto e retribuito dal somministratore per essere inviato a svolgere la propria attività (dc. "missione") presso l'utilizzatore.

    L'attività di somministrazione è riservata alle "agenzie per il lavoro", preventivamente autorizzate dal Ministero del Lavoro e iscritte nell'apposito Albo. Gli estremi del provvedimento di autorizzazione costituiscono un elemento fondamentale del contratto, che dovrà essere stipulato in forma scritta.

    I lavoratori somministrati hanno nei confronti dell'impresa utilizzatrice gli stessi doveri dei lavoratori dipendenti. Essi hanno analogamente diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello, a parità di mansioni svolte. I lavoratori somministrati possono inoltre fruire di tutti i servizi sociali ed asiistenziali di cui godono i dipendenti dell'utilizzatore.

    L'utilizzatore è solidalmente responsabile con il somministratore, in caso di insolvenza di quest'ultimo. Ciò significa che, se l'agenzia per il lavoro non dovesse versare la retribuzione prevista al lavoratore, dovrà farlo l'impresa utilizzatrice.

    L'agenzia per il lavoro deve informare il lavoratore sui rischi per la salute e la sicurezza connessi all'attività lavorativa. È possibile trasferire questi obblighi all'impresa utilizzatrice, tramite il contratto di somministrazione. In capo all'utilizzatore grava in ogni caso l'obbligo di informare il lavoratore, nel caso di mansioni che richiedano misure di protezione particolari.

    Al termine della missione è possibile per l'utilizzatore assumere il lavoratore.

    Esistono due tipologie di somministrazione:

    1. a tempo determinato (ex "lavoro interinale"): la Pubblica Amministrazione può stipulare solo questo tipo di contratti di somministrazione. Il contratto è prorogabile con il consenso del lavoratore e con atto scritto. I periodi di missione non possono superare un massimo di 36 mesi totali, dopo i quali scatta l'obbligo di assumere a tempo indeterminato il lavoratore (ex L. 92/2012, art. 1, comma 9, lettera i), a meno che il alvoratore non abbia già in essere un contratto di somministrazione a tempo indeterminato con l'agenzia di somministrazione.

    2. a tempo indeterminato (cd. "staff elasing").

    Il lavoro a domicilio

    Il lavoro a domicilio è un particolare tipo di rapporto di lavoro subordinato, che permette di svolgere la prestazione lavorativa presso il domicilio del lavoratore o in un altro locale di cui abbia disponibilità.

    Il lavoratore viene retribuito in base alle unità di prodotto realizzate (cd. "tariffe di cottimo pieno"), comprensive anche delle maggiorazioni per ferie, mensilità aggiuntive e TFR.

    Questo tipo di lavoro è regolato dalla L. 877/1973, così come modificata dalla L. 133/2008, art. 39, comma 9.

  • Introduzione al lavoro autonomo

    Il lavoratore autonomo (o indipendente) è colui che si impegna in maniera autonoma a produrre e/o scambiare beni e/o servizi e che ottiene beneficio economico dalla vendita di prodotti e/o servizi.

    Il lavoratore autonomo:

    • auto-organizza il proprio lavoro;

    • è proprietario dei mezzi di produzione;

    • si assume i rischi economici e giuridici della propria attività lavorativa;

    • il suo lavoro è misurato dai beni e/o servizi che vende;

    • il compenso per la produzione viene concordato tra il lavoratore e il committente (o cliente).

    I contributi assistenziali e previdenziali sono a carico del lavoratore autonomo.

    L'imprenditore

    Imprenditore è colui che effettua un'attività economica organizzata al fine della produzione e/o dello scambio di beni e/o servizi. Essi utilizzano il lavoro dei lavoratori dipendenti (ai quali corrispondono una retribuzione) e mezzi di produzione adeguati.

    L'imprenditore svolge personalmente le funzioni di direzione, coordinamento e controllo dell'attività produttiva, assumendosi i corrispondenti rischi economici e giuridici (cd. "rischio d'impresa").

    L'imprenditore:

    • dirige e amministra l'azienda;

    • impiega alle proprie dipendenze lavoratori subordinati;

    • si assume il rischio d'impresa.

    L'artigiano

    L'imprenditore artigiano è colui che conduce, in qualità di titolare, l'impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità. Egli svolge prevaletemente la propria professione nel processo produttivo. L'artigiano è dunque un piccolo imprenditore che opera personalmente nell'azienda; può avvalersi dell'aiuto dei propri familiari (cd. "coadiuvanti familiari") e di lavoratori dipendenti.

    Gli artigiani sono tutelati dall'assicurazione contro infortuni e malattie professionali gestita dall'INAIL e versano un contributo alla gestione separata INPS per l'assicurazione contro invalidità, vecchiaia e superstiti.

     

    Il libero professionista

    Il libero professionista svolge in proprio un'attività lavorativa altamente qualificata di carattere intellettuale.

    La legge determina le professioni per l'esercizio delle quali è richiesta l'iscrizione ad appositi Albi o Ordini professionali e il superamento di un esame di Stato. Tali professioni sono dette professioni ordinistiche o regolamentate (cd. "protette").

    Le professioni per l'esercizio delle quali non è invece prevista l'iscrizione ad un registro vengono chiamate professioni non regolamentate.

    Per quel che concerne la TUTELA PREVIDENZIALE, in caso di professionisti appartenenti a una categoria che fa capo a una Cassa Nazionale di Previdenza Obbligatoria, sarà questa ad occuparsi di contributi e prestazioni. I liberi professionisti senza Cassa devono invece iscriversi obbligatoriamente alla Gestione Separata INPS.

    Dal 1° gennaio 2016 i datori di lavoro privati che assumano con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato i soggetti titolari di partita IVA con cui abbiano intrattenuto rapporti di lavoro autonomo godono dell'estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all'errionea classificazione del rapporto di lavoro, salvo gli illeciti accertati a seguito di ispezioni effettuate prima dell'assunzione. Tutto ciò a condizione che:

    • i lavoratori interessati sottoscrivano un apposito atto di conciliazione;

    • i datori di lavoro non recedano dal contratto nei 12 mesi successivi alla sottoscrizione, fatti salvi i casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.

    Riferimenti normativi: D. Lgs. 81/2016 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/06/24/15G00095/sg)

    Allegati:

    - Elenco professioni regolamentate e normativa (PDF; 23,3 KB)

    Il socio di cooperativa

    Il socio di una cooperativa è colui che si associa con altre persone per dar vita ad un'impresa, chiamata cooperativa, nella quale i soci collaborano nello svolgimento di un'attività lavorativa, allo scopo di ottenere un vantaggio comune (finalità mutualistica).

    Le cooperative sono contraddistinte dal capitale sociale "aperto" o variabile, ovvero l'ingresso e/o l'uscita dei soci non comporta modifica dell'atto costitutivo. Il numero minimo di soci deve essere almeno pari a 9; essi hanno uguale importanza in assemblea. La L. 266/1997 (cd. "Legge Bersani") ha introdotto una forma semplificata di cooperativa: la "piccola società cooperativa", che può essere costituita da un numero di soci non inferiore a 3 e non superiore a 8.

    Per costituire una cooperativa è necessario depositare un atto pubblico presso un notaio; lo Statuto è parte integrante dell'atto costitutivo. La cooperativa deve poi essere iscritta al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio e all'Albo delle società cooperative, tenuto dal Ministero delle Attività Produttive per il tramite della Camera di Commercio.

    Le cooperative sociali sono un tipo particolare di impresa cooperativa, che si caratterizza per la finalità di perseguire l'interesse generale della comunità e sono disciplinate dalla legge 381/91.

    Il trattamento economico dei soci lavoratori è costituito da un minimo fisso e da eventuali compensi ulteriori, che possono essere deliberati dall'assemblea.

    L'agente e il rappresentante di commercio

    L'art. 1742 del Codice Civile stabilisce che una parte proponente, tramite il contratto di un'agenzia, possa affidare stabilmente ad un soggetto (agente) l'incarico di concludere contratti in una determinata zona per proprio conto. Qualora all'agente venga affidato l'incarico di concludere contratti direttamente a nome del preponente, si ha il rappresentante di commercio.

    L'agente o rappresentante di commercio è un lavoratore autonomo, libero nella scelta dei clienti e dei metodi di lavoro nell'ambito territoriale affidatogli, e è retribuito con provvigioni.

    L'agente/rappresentante di commercio può essere:

    • monomandatario: rappresenta una sola azienda;

    • plurimandatario: rappresenta più aziende non in concorrenza tra loro.

    L'esercizio dell'attività di agente/rappresentate di soggetto è soggetta alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), da presentarsi al Registro delle imprese della Camera di Commercio, insieme alle certificazioni attestanti il possesso dei requisiti personali, morali e professionali richiesti.

    L'agente/rappresentante di commercio ha diritto a:

    • stipulare un contratto scritto;

    • la corresponsione di provvigioni per gli affari conclusi;

    • un'indennità in caso di cessazione del rapporto lavorativo.

    Gli agenti e i rappresentanti di commercio sono inoltre tenuti all'iscrizione all'INPS e all'Enasarco (fondo di previdenza integrativo), che eroga la pensione di invalidità, vecchiaia e superstiti e il Trattamento di Fine rapporto (TFR).

    L'associato in partecipazione

    L'associazione in partecipazione è un contratto regolamentato dagli art 2.549-2.554 del Codice Civile, attraverso il quale un soggetto (associante) attribuisce ad un altro soggetto (associato) una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari, in cambio di un determinato apporto. Il D. Lgs. N° 81/2015 ha abrogato tale contratto se prevede da parte dell'associato l'apporto di lavoro o il cd. apporto misto (lavoro + capitale).

    I soggetti del contratto di associazione in partecipazione:

    • L'associante: gli spetta la gestione dell'impresa o dell'affare. A meno che non sia diversamente stabilito, l'associante non può attribuire partecipazioni per la stessa impresa o per lo stesso affare ad altre persone, senza il consenso dei precedenti associati.

    • L'associato: ha diritto al rendiconto dell'affare compiuto o al rendiconto annuale (se la gestione dell'affare si protrae per più di un anno. L'associato partecipa alle perdite e agli utili della società in uguale misura, anche se le perdite non possono mai superare il valore del suo apporto.

    • Terze parti: acquistano diritti e assumono obblighi solo nei confronti dell'associante.

    Riferimenti normativi: D. Lgs. 81/2015 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/06/24/15G00095/sg)

  • Il lavoro parasubordinato

    Il lavoro "parasubordinato" intercorre tra due soggetti: il collaboratore (colui che presta l'attività laborativa) e il committente (colui che beneficia dell'opera lavorativa). Questo tipo di rapporto di lavoro presenta caratteristiche proprie in parte del lavoro autonomo ed in parte di quello subordinato. Il collaboratore si impegna a svolgere la sua prestazione lavorativa a favore del committente, senza vincolo di subordinazione; tuttavia questi gode al contempo di tutele tipiche dei lavoratori subordinati (ad esempio gli assegni per il nucleo familiare, l'indennità di malattia, l'indennità di maternità e la tutela in caso di infortunio).

    Dal 24 giugno 2015 non è più possibile instaurare rapporti di collaborazione a progetto, mentre i rapporti già in essere continueranno ade ssere disciplinati dalla normativa precedente.

    I contratti di collaborazione esclusi da queste forme di subordinazione sono:

    • le collaborazioni disciplinate da Accordi Collettivi stipulati dai sindacati;

    • le collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione ad albi professionali;

    • le attività rese da amministratori e sindaci di società e da partecipanti a collegi e commissioni;

    • le collaborazioni in favore di associazioni e società sportive dilentantistiche affiliate al C.O.N.I.;

    • le collaborazioni certificate dalle Commissioni di Certificazione, previste dall'art. 76 del D.L. n° 276/2003.

    Dal 1° gennaio 2016 i datori di lavoro privati che assumano con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ex collaboratori godono dell'estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all'errionea classificazione del rapporto di lavoro, salvo gli illeciti accertati a seguito di ispezioni effettuate prima dell'assunzione. Tutto ciò a condizione che:

    • i lavoratori interessati sottoscrivano un apposito atto di conciliazione;

    • i datori di lavoro non recedano dal contratto nei 12 mesi successivi alla sottoscrizione, fatti salvi i casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo.

    Riferimenti normativi: D. Lgs. 81/2015 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/06/21/15G00095/sg).

  • Il lavoro accessorio

    Con "lavoro accessorio" si indicano le attività lavorative non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche né del lavoro subordinato né di quello autonomo e che sono retribuite tramite buoni lavoro (cd. "voucher").

    Questa forma di lavoro può essere utilizzata per qualsiasi tipo da parte di qualsiasi soggetto, nei limiti del compenso economico massimo previsto. La sola eccezione riguarda il settore agricolo, in cui il lavoro occasionale accessorio è ammesso esclusivamente per pensionati e giovani con meno di 25 anni d'età, all'interno di aziende con volume d'affari superiore a 7.000 euro e per lo svolgimento di attività stagionali. Le aziende agricole con volume d'affari inferiore ai 7.000 euro possono invece utilizzare, tramite lavoro occasionale, qualsiasi soggetto in qualunque tipologia di lavoro agricolo (anche non stagionale).

    I COMMITTENTI possono essere:

    • privati;

    • committenti pubblici ed enti locali;

    • imprenditori e professionisti, nei limiti di 2.000 euro di compenso erogabile al singolo lavoratore, nel rispetto del limite massimo complessivo di 7.000€.

    I prestatori extracomunitari possono svolgere lavoro accessorio occasionale, se in possesso di un permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa, o se in possesso di un permesso di soggiorno per "attesa occupazione". Il reddito da lavoro accessorio è incluso ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio del permesso di soggiorno.

    Il prestatore di lavoro accessorio è retribuito tramite buoni lavoro del valore nominale di 10 euro, che comprendono, oltre alla retribuzione, la copertura previdenziale presso l'INPS (13%), l'assicurazione presso l'INAIL (7%), una quota che va al concessionario gestore del servizio, ovvero l'INPS (5%). Il prestatore di lavoro di lavoro quindi, per ogni voucher ricevuto, riceve 7,50 euro netti. Il voucher è orario, numerato progressivamente e datato.

    Il prestatore di lavoro accessorio non ha diritto a ferie, tredicesima mensilità, permessi, TFR, scatti di anzianità, indennità di disoccupazione, indennità di maternità, assegni per il nucleo familiare. D'altra parte l'istituto del lavoro accessorio non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione ed è cumulabile con i trattamenti pensionistici.

    I voucher possono essere cartacei o telematici. Nel primo caso potranno essere riscossi presso un qualsiasi ufficio postale, nel secondo caso invece gli importi dovuti saranno direttamente accreditati su una carta magnetica.

     

    »Per saperne di più:

    http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b00%3b5481%3b7978%3b5484%3b&lastMenu=5485&iMenu=1&iNodo=5484&p4=2.