FAQ

  • 1. COS'È IL CONGEDO DI MATERNITA'/PATERNITA'?

    Se sei una lavoratrice subordinata hai diritto a 5 mesi di congedo di maternità (2 mesi prima della data del presunto parto e 3 mesi successivi), a cui non puoi rinunciare. Puoi anche scegliere di lavorare fino all'ottavo mese e prolungare il congedo di maternità dopo il parto; questa scelta deve però essere supportata da un certificato medico di uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, che certifichi che ciò non comporti danno alla tua salute o a quella del tuo bambino. Durante questo periodo, riceverai l'80% della retribuzione (nel settore pubblico e in alcuni contratti privati è prevista un'integrazione al 100%).
    In caso di parto plurimo, il congedo è sempre di 5 mesi.


    Se sei un papà lavoratore subordinato, hai diritto al congedo di paternità per 5 mesi (o per il tempo residuo che sarebbe spettato alla madre) nei seguenti casi:

    • morte della mamma del bambino;
    • grave infermità della mamma del bambino;
    • abbandono del bambino da parte della mamma;
    • affidamento esclusivo del bambino al papà.

    In caso di parto plurimo, il congedo è sempre di 5 mesi.


    Se sei un genitore adottivo o affidatario ti spettano 5 mesi di congedo da godere nei primi 5 mesi dall'ingresso del minore in famiglia (oppure 2 mesi prima e 3 dopo).


    Se sei una lavoratrice a progetto hai diritto a 5 mesi di congedo di maternità (2 mesi prima della data del presunto parto e 3 mesi successivi al parto), a cui non puoi rinunciare. Puoi anche scegliere di lavorare fino all'ottavo mese e prolungare il congedo di maternità dopo il parto; questa scelta deve però essere supportata da un certificato medico di uno specialista del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato, che certifichi che ciò non comporti danno alla tua salute o a quella del tuo bambino.
    Ti spetta anche la proroga della durata del rapporto di lavoro per 180 giorni, a meno che il tuo contratto non contenga una disposizione più favorevole.
    Durante questo periodo, riceverai l'80% del reddito medio giornaliero dei 12 mesi precedenti, moltiplicato per le giornate comprese nel periodo indennizzabile.
    In caso di parto plurimo, il congedo è sempre di 5 mesi.

    Se sei una lavoratrice con Partita IVA, iscritta alla gestione separata, hai diritto:

    • all'astensione dal lavoro per 5 mesi a cavallo del parto.

    Durante questo periodo, riceverai l'80% del reddito dichiarato negli ultimi 12 mesi.


    Se sei una libera professionista iscritta all'ordine:

    • hai diritto a 5 mesi di maternità;
    • non hai l'obbligo all'astensione dal lavoro.

    Durante questo periodo, riceverai l'80% dei 5/12 del reddito annuo denunciato ai fini fiscali nel 2° anno precedente a quello del parto.


    Se sei una lavoratrice autonoma:

    • hai diritto a 5 mesi di maternità;
    • non hai l'obbligo all'astensione dal lavoro.

    In caso di interruzione di gravidanza, se questa avviene dopo il terzo mese, ti spetta un'indennità per 30 giorni.

    L'indennità di maternità sarà pagata direttamente dall'INPS, a parto avvenuto; questa ammonterà all'80% della retribuzione minima giornaliera durante l'anno precedente al parto.


    Se sei una studentessa o un'inoccupata inserita in una famiglia a basso reddito, hai diritto ad un assegno di maternità pari a 1.623,95 euro.

    2. COSA DEVO FARE PER OTTENERE IL CONGEDO DI MATERNITA'/PATERNITA'?

    Se sei una lavoratrice subordinata:

    • Prima dell'inizio del periodo di astensione dal lavoro, devi:
      • presentare al tuo datore di lavoro il certificato medico attestante la data presunta del parto;
      • presentare all'istituto erogatore dell'indennità di maternità (normalmente l'INPS) il certificato medico attestante la data presunta del parto ed inviare la richiesta anche in via telematica.
    • Dopo la nascita del bambino, devi:
      • consegnare al datore di lavoro, entro 30 giorni, il certificato di nascita di tua/o figlia/o o la dichiarazione sostitutiva.

    Se sei un padre lavoratore subordinato ed hai i requisiti per usufruire del congedo di paternità in alternativa alla madre, devi:

    • presentare al datore di lavoro la certificazione prevista per i vari casi;
    • consegnare al datore di lavoro, entro 30 giorni, il certificato di nascita di tua/o figlia/o o la dichiarazione sostitutiva.

    Se sei una lavoratrice parasubordinata, devi:

    • compilare la domanda in carta libera (il modulo specifico per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata è scaricabile dal sito INPS);
    • allegare il certificato medico, in busta chiusa, rilasciato dai medici dell'ASL o dell'azienda ospedaliera, attestante la data presunta del parto. Nel caso di "esercizio della flessibilità" (1 mese prima e 4 dopo), il certificato deve anche attestare lo stato di buona salute della lavoratrice, che le consente di lavorare fino all'8° mese di gravidanza;
    • allegare la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà tua e del tuo committente, attestante il periodo di effettiva astensione lavorativa.

    Se sei una professionista con Partita IVA, devi:

    • consegnare all'INPS la domanda in carta libera (il modulo specifico per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata è scaricabile dal sito INPS);
    • allegare il certificato medico attestante la data presunta del parto, vidimato dai medici dell'INPS. Nel caso di "esercizio della flessibilità" (1 mese prima e 4 dopo), il certificato deve anche attestare lo stato di buona salute della lavoratrice, che le consente di lavorare fino all'8° mese di gravidanza;
    • allegare un'autocertificazione sul periodo di astensione dal lavoro;
    • allegare una dichiarazione dei redditi atta a dimostrare il reddito percepito nell'anno della gravidanza. Se il periodo della gravidanza è a cavallo di due anni, la lavoratrice dovrà presentare il modello unico per entrambi gli anni.

    La domanda dovrà essere presentata all'INPS (Ufficio prestazioni) nella sede di residenza della lavoratrice direttamente dall'interessata, prima dell'inizio dell'astensione (e comunque entro 1 anno dal parto).


    Se sei una libera professionista iscritta all'ordine, devi:

    • presentare una domanda alla tua Cassa o Ente previdenziale di appartenenza (puoi farlo già dal 6° mese di gravidanza e non i 180 giorni dalla nascita del bambino);
    • allegare il certificato medico comprovante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto;
    • allegare una dichiarazione attestante l'inesistenza del diritto all'indennità come lavoratrice dipendente o lavoratrice autonoma.

    Se sei una lavoratrice autonoma, devi:

    • presentare una domanda in carta libera all'INPS, su apposito modulo scaricabile dal sito dell'INPS o presso i Patronati;
    • allegare la fotocopia del bollettino versamento contributi;
    • allegare il certificato di gravidanza rilasciato da ASL.

    Se sei una studentessa o un'inoccupata inserita in una famiglia a basso reddito, devi:

    • presentare domanda presso il Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del bambino o dal suo ingresso in famiglia;
    • allegare un'autodichiarazione relativa all'eventuale attività lavorativa;
    • allegare la fotocopia dell'ultimo attestato ISE/ISEE;
    • allegare la fotocopia del documento d'identità valido.

    3. COME FUNZIONA IL CONGEDO DI MATERNITÀ IN CASO DI PARTO PREMATURO?

    Se sei una lavoratrice subordinata, i giorni non goduti prima del parto andranno aggiunti ai giorni di congedo di maternità successivi al parto.

    Se sei una lavoratrice parasubordinata, hai diritto a ricevere l'assegno fino al 3° o 4° mese successivo alla nascita presunta (certificata in precedenza dal medico) senza perdere neanche un giorno di copertura.

    Se sei una professionista con Partita IVA, hai diritto a ricevere l'assegno fino al 3° o 4° mese successivo alla nascita presunta (certificata in precedenza dal medico) senza perdere neanche un giorno di copertura.

    4. COSA FARE IN CASO DI GRAVIDANZA A RISCHIO?

    Se sei una lavoratrice subordinata, puoi richiedere l'astensione anticipata dal lavoro, inviando apposita comunicazione al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

    La domanda dovrà essere presentata all'INPS (Ufficio prestazioni), nella sede di residenza della lavoratrice, direttamente dall'interessata, prima dell'inizio dell'astensione.

    Per ottenere l'astensione anticipata dal lavoro, devi:

    • compilare il facsimile della Richiesta relativa a maternità a rischio (scaricabile dal sito INPS);
    • allegare il certificato del ginecologo, attestante l'incompatibilità fra il lavoro svolto e lo stato di salute (meglio se compilato da un medico ASL).

    Se sei una lavoratrice parasubordinata o una professionista con Partita IVA iscritta da almeno 3 mesi alla gestione separata INPS, puoi richiedere l'astensione anticipata dal lavoro, inviando apposita comunicazione al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

    La domanda dovrà essere presentata all'INPS (Ufficio prestazioni), nella sede di residenza della lavoratrice, direttamente dall'interessata, prima dell'inizio dell'astensione.

    Per richiedere l'astensione anticipata dal lavoro, devi:

    • compilare il facsimile della Richiesta relativa a maternità a rischio (scaricabile dal sito INPS);
    • allegare il certificato del ginecologo, attestante l'incompatibilità fra il lavoro svolto e lo stato di salute (meglio se compilato da un medico ASL).

    Se sei una libera professionista iscritta all'ordine, non subendo l'obbligo di astensione dal lavoro, non hai diritto all'anticipazione dell'indennità in caso di gravidanza a rischio.

    5. COS'È IL “CONGEDO PARENTALE” (EX “ASTENSIONE FACOLTATIVA”)?

    Se sei una lavoratrice subordinata, dopo aver usufruito del congedo di maternità, puoi astenerti dal lavoro per un ulteriore periodo (chiamato "congedo parentale" o "astensione facoltativa"). Entrambi i genitori possono fruire di tale diritto sino ai 12 anni del bambino. Il congedo parentale ha una durata complessiva di 10 (o 11) mesi, ciascun genitore non può utilizzare più di 6 mesi pertanto se la madre ne utilizza 6 il papà potrà utilizzarle 4/5.

    • Nel caso in cui il padre utilizzi almeno 3 mesi di congedo parentale, anche in forma frazionata, la durata complessiva del congedo viene elevata – come premio – a 11 mesi;
    • nel caso vi sia un solo genitore, questi può astenersi dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a 10 mesi.

    L'indennità sarà pari al 30% della retribuzione, entro i 6 anni di vita di tuo figlio e per un periodo massimo di 6 mesi.

    Per i periodi di congedo usufruiti dopo i 6 anni del bambino, non si ha diritto ad alcuna retribuzione.

    Nel caso in cui vi sia un solo genitore, quest'ultimo può astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi.

    Il congedo parentale spetta al papà anche qualora la madre non ne abbia diritto e può essere goduto anche contemporaneamente alla mamma in congedo.

    Se sei un genitore affidatario o adottivo, puoi astenerti dal lavoro per un periodo complessivo di 10 mesi (elevabili ad 11 se il padre lavoratore usufruisce di almeno 3 mesi di congedo, continuativi o frazionati).

    Se sei una lavoratrice a progetto, iscritta alla Gestione separata, hai diritto, dopo aver fruito del congedo di maternità a godere di altri 3 mesi di astensione dal lavoro (anche frazionabili in giornate). Tale periodo di congedo deve essere fruito entro l'anno di vita del bambino.

    Durante questo periodo, ti sarà corrisposto il 30% del reddito medio 12 mesi precedenti l'inizio .

    Tutte le altre tipologie di lavoro non prevedono il congedo parentale.

    6. COSA SI DEVE FARE PER OTTENERE IL CONGEDO PARENTALE?

    Se sei una lavoratrice subordinata, devi preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità definite dai contratti collettivi di lavoro e comunque con un periodo di preavviso non inferiore ai 5 giorni.

    Se sei un padre lavoratore subordinato, devi preavvisare il datore di lavoro almeno 5 giorni prima dell'inizio del periodo di astensione, specificando il giorno d'inizio e le modalità di fruizione.

    Se sei un genitore affidatario o adottivo, devi preavvisare il datore di lavoro almeno 1 giorni prima dell'inizio del periodo di astensione.

    Se sei un genitore lavoratore parasubordinato, devi fare richiesta all'INPS, compilando un'apposita domanda (modello AST.FAC./GEST.SEP., scaricabile dal sito INPS). La domanda deve essere presentata prima dell'inizio del congedo; in caso contrario saranno indennizzabili solo i periodi successivi alla domanda. L'indennità verrà corrisposta dall'INPS, tramite bonifico bancario o postale.

    Se sei una professionista con Partita IVA, per ottenere l'indennità, devi fare richiesta all'INPS.

    Se sei una lavoratrice autonoma, devi presentare la relativa richiesta all'INPS.

    7. COSA SONO I VOUCHER PER L'ACQUISTO DEI SERVIZI PER L'INFANZIA?

    Se sei una madre lavoratrice subordinata (escluse le dipendenti pubbliche), al termine del congedo di maternità obbligatorio e negli 11 mesi successivi, puoi richiedere, in alternativa totale o parziale al congedo parentale, un contributo utilizzabile per il servizio di baby sitting o per far fronte alla spesa per l'asilo nido.

    • Il contributo è pari a 600 euro al mese per un massimo di 6 mesi;
    • il contributo interviene nei mesi di congedo parentale non utilizzati dal genitore;
    • il contributo viene erogato direttamente dall'INPS;
    • la madre deve presentare la richiesta di contributo all'INPS, indicando quale delle due opzioni si sceglie e per quanti mesi;
    • il contributo per la baby-sitter viene erogato dall'INPS attraverso i voucher; mentre per il nido il beneficio consisterà nel pagamento diretto alla struttura prescelta e accreditata presso l'INPS.

    Le lavoratrici part-time usufruiranno dei benefici in misura proporzionata.

    Le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale non potranno godere di questa novità legislativa.

    8. COSA SONO I RIPOSI ORARI GIORNALIERI (EX-PERMESSI PER ALLATTAMENTO)?

    Se sei una madre lavoratrice dipendente e non utilizzi tutto o una parte del congedo parentale e tuo figlio ha meno di un anno, puoi usufruire di:

    • 2 ore di riposo al giorno, anche cumulabili durante la giornata, se l'orario di lavoro è pari o superiore alle 6 ore;
    • 1 ora di riposo al giorno se l'orario giornaliero di lavoro è inferiore alle 6 ore.

    I riposi sono retribuiti al 100%. Per poter godere dei riposi orari giornalieri, occorre avvisare il datore di lavoro almeno 15 giorni prima e concordare la collocazione dei riposi durante la giornata.

    La modalità di fruizione dei riposi giornalieri nell'arco della giornata (es: 1 ora al mattino e 1 ora al pomeriggio) deve essere concordata col datore di lavoro.

    Se sei un genitore affidatario o adottivo, hai diritto a 2 riposi giornalieri della durata di 1 ora ciascuno, anche cumulabili, fruibili entro il primo anno dall'ingresso del bambino in famiglia.

    Il riposo è uno solo se l'orario di lavoro è inferiore alle 6 ore giornaliere.

    In caso d'ingresso in famiglia di più figli, le ore di permesso raddoppiano e possono essere utilizzate sia dalla madre che dal padre. I riposi sono retribuiti al 100%. Per poter godere dei riposi orari giornalieri, occorre avvisare il datore di lavoro almeno 15 giorni prima e concordare la collocazione dei riposi durante la giornata.

    9. I RIPOSI GIORNALIERI POSSONO ESSERE GODUTI DAL PADRE?

    I riposi orari giornalieri possono essere goduti dal padre solo nei seguenti casi:

    1. se il bambino è affidato solo al padre;

    2. nel caso in cui la madre lavoratrice dipendente non se ne avvalga;

    3. nel caso in cui la madre non sia una lavoratrice dipendente;

    4. nel caso di morte o grave infermità della madre.

    I permessi possono essere goduti da parte del padre anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice.

    10. COS'È IL “CONGEDO DI PATERNITÀ”?

    Se sei un padre lavoratore dipendente hai l'obbligo di astenerti dal lavoro per 1 giorno entro 5 mesi dalla nascita del bambino. Puoi fruire di tale diritto anche durante il congedo di maternità della madre; il giorno non è frazionabile ed è retribuito al 100% dall'INPS. È necessaria solo la comunicazione all'azienda almeno con almeno 15 giorni di anticipo.

    Hai inoltre la facoltà di richiedere un congedo facoltativo di 2 giorni, da sottrarre al congedo di maternità della madre e da godersi sempre nei primi 5 mesi di del bambino.Anche in questo caso, è necessario comunicare all'azienda il periodo e la modalità di fruizione con almeno 15 giorni di preavviso. La pagamento previsto è il 100% della retribuzione.

    I padri lavoratori autonomi non hanno diritto (né obbligo) di congedo di paternità.

    11. MIO FIGLIO È MALATO. HO DIRITTO A DEI PERMESSI?

    Se sei un genitore lavoratore dipendente e tuo figlio, che ha meno di 3 anni, si ammala, hai diritto ad assentarti dal lavoro in qualsiasi momento, senza limiti di tempo e sino alla completa guarigione del bambino. Tale diritto può essere goduto in alternativa dalla madre o dal padre.

    Se tuo figlio ha tra i 3 e gli 12 anni, puoi assentarti dal lavoro per un massimo di 5 giorni lavorativi all'anno.

    Per ottenere il congedo, devi presentare al datore di lavoro:

    • il certificato attestante la malattia;

    • una dichiarazione sostitutiva nella quale si dichiara che l'altro genitore non sta usufruendo del congedo per gli stessi motivi.

      Durante questo periodo, non ti spetta alcuna retribuzione ma una copertura contributiva.

    Il diritto al permesso per la malattia dei figli è previsto anche in caso di adozione o affido

    Attenzione, per i lavoratori della pubblica amministrazione è prevista la retribuzione piena per un massimo di 30 giorni l'anno per 3 anni.

    12. QUALI SONO I DIRITTI DEI GENITORI DEI BAMBINI PORTATORI DI HANDICAP?

    Se sei un genitore lavoratore dipendente e tuo figlio è affetto da disabilità grave, puoi fruire:

    • del prolungamento del congedo parentale fino a un massimo 36 mesi retribuito al 30% dello stipendio fino ai 12 anni di età del bambino;

    • in alternativa, di 2 ore di riposo giornaliero retribuito fino al compimento dei 3 anni di età del bambino.

    Dopo il compimento dal 3° al 18° anno di età di tuo figlio, puoi godere anche:

    • di 3 giorni di permesso al mese, da fruire in modo continuativo o frazionato, anche alternandosi tra madre e padre (retribuzione piena).

    Dopo il compimento del 18° anno d'età del figlio:

    • di 3 giorni al mese di permesso, da fruire in modo frazionato o continuativo (retribuzione piena).

    Congedo straordinario: oltre a quanto detto sopra, i genitori di figli portatori di handicap grave possono godere di un congedo straordinario di 2 anni, anche frazionati (non ad ore), purché il figlio non sia ricoverato per le intere 24 ore giornaliere. La retribuzione per l'intero periodo è al 100%.

    13. QUALI SONO I DIRITTI DEI GENITORI IN CASO DI PARTO GEMELLARE?

    In caso di parto gemellare, i genitori hanno diritto al doppio (o triplo) di permessi e congedi, fatta eccezione per il congedo di maternità, che rimane di 5 mesi.

  • 1. CHI È PORTATORE DI HANDICAP?

     

      Portatore di handicap è colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, causa di difficoltà di apprendimento , di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

      2. QUANDO L'HANDICAP È GRAVE?

      L'handicap assume connotazione di gravità se la minorazione ha ridotto l'autonomia personale in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

      3. CHI PUÒ FRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE PER I PORTATORI DI HANDICAP?

      Possono usufruire delle agevolazioni previste per i portatori di handicap i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, pubblici o privati, anche con contratto a tempo determinato (è ammesso il part time).

      È inoltre necessario che la persona che chiede o la persona per la quale si chiedono i permessi sia in situazione di handicap grave riconosciuta dall'ASL.

      È infine richiesto che la persona in situazione di disabilità grave non sia ricoverata a tempo pieno.

      4. COME SI OTTIENE L'ACCERTAMENTO DELL'HANDICAP?

      La domanda va inoltrata dalla persona interessata all'ASL di competenza. Dopo 90 giorni un medico specialista nella patologia denunciata svolgerà un accertamento.

      Nel caso di mancato rilascio della certificazione di handicap grave entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l'interessato ha la facoltà di presentare un certificato rilasciato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso l'ASL, che attesti la situazione di gravità.

      La certificazione provvisoria rilasciata dalla Commissione ASL può essere presa in considerazione prima della domanda di riconoscimento di handicap grave e avrà validità fino all'emissione del provvedimento definitivo.

      La domanda può essere presentata anche via PEC.

      Il provvedimento di accoglimento o reiezione verrà inviato al lavoratore o alla lavoratrice e al datore di lavoro.

      La domanda ha valore a decorrere dalla sua presentazione e non deve essere rinnovata, ad eccezione del caso in cui il riconoscimento della disabilità grave sia temporaneo.

      I benefici hanno decorrenza dalla data di accoglimento della domanda, ad eccezione del caso in cui la Commissione considera l'handicap grave senza dubbio esistente da data anteriore a quella di presentazione della domanda di riconoscimento all'ASL; in questo caso il beneficio decorrerà dalla data anteriore a quella dell'accertamento.

      Il/la dipendente dovrà comunicare le eventuali variazioni delle situazioni autocertificate nel modello di richiesta.

      In caso di patologie oncologiche, la certificazione provvisoria potrà essere considerata utile anche solo dopo che siano trascorsi 15 giorni dalla presentazione della domanda alla Commissione Medica Integrata. Infatti l'accertamento dell'handicap oncologico subisce un iter accelerato. Qualora il provvedimento definitivo non sia di handicap grave si procederà al recupero dei permessi fruiti.

      Il lavoratore/la lavoratrice dovrà allegare alla domanda:

      • la copia della ricevuta della domanda presentata alla Commissione Medica Integrata. Solo se tale istanza sia stata presentata almeno 90 giorni prima, potrà essere presa in considerazione la certificazione provvisoria.

      • La dichiarazione liberatoria, in caso di certificazione provvisoria, nella quale il lavoratore si impegna alla restituzione delle prestazioni che risultassero indebite alla fine del procedimento.

      5. COS'È IL PERMESSO MENSILE DI 3 GIORNI, CHI NE HA DIRITTO E COME OTTENERLO?

      Ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti pubblici e privati (anche a tempo determinato) spetta un giorno di permesso retribuito ogni 10 giorni di assistenza continuativa (con 19 giorni di assistenza si matura sempre 1 giorno), per un totale di 3 giorni al mese. Tali permessi possono essere richiesti per l'assistenza di:

      • figli;

      • parenti e affini entro il 3° grado;

      • coniugi;

      • se stessi.

      Tale diritto NON spetta a:

      • i lavoratori e le lavoratrici a domicilio;

      • gli addetti e le addette ai lavori domestici e familiari;

      • i lavoratori e le lavoratrici agricoli/e a tempo determinato occupati a giornata con rapporto di lavoro inferiore a 26 giorni al mese;

      • i lavoratori e le lavoratrici autonome;

      • i lavoratori e le lavoratrici parasubordinati/e.

      I permessi possono anche essere frazionati in ore (1 o 2 ore retribuite al giorno, a seconda dell'orario lavorativo); in caso di part-time verticale le giornate di permesso vengono proporzionalmente ridotte.

      I giorni di permesso non fruiti in un mese non possono essere cumulati con quelli spettanti il mese successivo. Inoltre, per ogni soggetto con handicap grave, spettano sempre 3 giorni, anche se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti.

      I giorni possono anche coincidere tra i genitori, pur non potendo mai superare il numero di 3. Essi possono essere richiesti anche durante i periodi di normale congedo parentale o di congedo per malattia del figlio fruiti dall'altro genitore.

      La domanda deve essere presentata all'INPS ed in copia (protocollata e siglata dall'INPS) al datore di lavoro, su modello predisposto, insieme alla documentazione necessaria. Il/la richiedente dovrà allegare:

      • l'autocertificazione dell'eventuale ricovero a tempo pieno del soggetto in condizione di handicap grave, salvo che la presenza del famigliare non sia esplicitamente richiesta dalla struttura sanitaria;

      • l'accertamento sanitario;

      • l'indicazione delle ore di assenza dal lavoro ovvero dei giorni di permesso.

      È prevista inoltre la possibilità di cambiare il tipo di permesso richiesto:

      • da un mese all'altro (a giorni ovvero a ore);

      • eccezionalmente nell'ambito dello stesso mese, qualora sopraggiungano esigenze improvvise non prevedibili all'atto della richiesta dei permessi (calcolo: fino a 4 ore di permesso residuano ancora 3 giorni; da 5 a 12 ore di permesso fruito residuano ancora 2 giorni; da 13 a 20 ore di permesso fruito residua un solo giorno; con 21 ore già fruite non rimane alcun giorno).

      6. HO UN FIGLIO DISABILE CON MENO DI 3 ANNI DI ETÀ. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

       I genitori lavoratori dipendenti di figli con meno di 3 anni età affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto a:

      • scegliere la sede di lavoro più vicina;

      • non essere trasferiti in altra sede senza il loro consenso;

      • fruire del prolungamento del congedo parentale (ex astensione facoltativa) fino agli 8 anni di vita del bambino con disabilità grave, per una durata complessiva di 36 mesi, durante i quali si riceverà un'indennità pari al 30% della retribuzione. I due genitori possono fruire complessivamente di 36 mesi di congedo. Il prolungamento del congedo parentale è computato nell'anzianità di servizio, ma è escluso al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

      • I riposi orari retribuiti, rapportati all'orario di lavoro giornaliero (2 ore di permesso per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi). Il genitore può richiedere di fruire del permesso orario giornaliero in luogo del congedo parentale.

        Solo in caso di figlio disabile e contemporanea presenza di un figlio non portatore di handicap, è possibile cumulare da parte del medesimo genitore sia il permesso orario concesso per assistere il figlio portatore di handicap di età inferiore ai 3 anni, sia i permessi orari giornalieri per accudire il figlio non portatore di handicap.

        Ciò anche nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice disabile sia fruitore per se stesso dei permessi orari sia anche genitore di un bambino per il quale spettano i permessi orari giornalieri (ex "allattamento").

        I permessi presi ad ore sono indennizzabili sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e saranno computati nell'anzianità di servizio, ma non al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

        NB: nel mese in cui uno o entrambi i genitori abbiano fruito, anche alternativamente, del prolungamento del congedo parentale o delle ore di riposo giornaliero, gli altri parenti o affini aventi diritto non potranno beneficiare dei giorni di permesso mensili per lo stesso soggetto.

        Non sono inoltre fruibili contemporaneamente i riposi orari retribuiti per il figlio disabile ed i riposi giornalieri previsti entro il primo anno di vita del bambino, a meno che non vi sia necessità di cure certificate che non possano essere garantite durante le sole ore di "allattamento".

      • Il congedo biennale retribuito: è riconosciuto alla madre lavoratrice dipendente o al padre lavoratore dipendente, alternativamente tra loro. È fruibile, in misura continuativa o frazionata, per un periodo non superiore ai due anni. Il congedo starordinario può essere concesso da un genitore nello stesso periodo in cui l'altro goda del congedo di maternità o del congedo parentale per il medesimo figlio.

        I 3 gioni di permesso mensili possono essere fruiti nello stesso mese in cui l'altro genitore si trova in congedo straordinario, ma non per il medesimo giorno.

        Durante il congedo straordinaro non si maturano ferie, anzianità, tredicesima mensilità e

        TFR; mentre l'indennità mensile è pari all'ultima retribuzione.

      • Il permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra).

      7. HO UN FIGLIO DISABILE CON UN'ETÀ COMPRESA TRA I 3 E I 12 ANNI. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

      I genitori lavoratori dipendenti di figli con un'età compresa tra i 3 e i 12 anni di età ed affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto a:

      • fruire del prolungamento del congedo parentale (ex astensione facoltativa) fino aI 12 anni di vita del bambino con disabilità grave, per una durata complessiva di 36 mesi, durante i quali si riceverà un'indennità pari al 30% della retribuzione. I due genitori possono fruire complessivamente di 36 mesi di congedo.

        Il prolungamento del congedo parentale è computato nell'anzianità di servizio, ma è escluso al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

      • I riposi orari retribuiti, rapportati all'orario di lavoro giornaliero (2 ore di permesso per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi). Il genitore può richiedere di fruire del permesso oraro giornaliero in luogo del congedo parentale. I permessi presi ad ore sono indennizzabili sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e saranno computati nell'anzianità di servizio, ma non al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

      • Il permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra).

      8. HO UN FIGLIO DISABILE CON UN'ETÀ COMPRESA TRA I 12 E I 18 ANNI. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

      I genitori lavoratori dipendenti di figli con un'età compresa tra i 3 e gli 12 anni di età ed affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto a:

      • i riposi orari retribuiti, rapportati all'orario di lavoro giornaliero (2 ore di permesso per orario pari o superiore a 6 ore, 1 ora negli altri casi). Il genitore può richiedere di fruire del permesso oraro giornaliero in luogo del congedo parentale. I permessi presi ad ore sono indennizzabili sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta e saranno computati nell'anzianità di servizio, ma non al fine della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e gratifica natalizia.

      • Di fruire del permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra). Hanno diritto di godere di tali permessi anche parenti ed affini fino al 3° grado se:

        • sono lavoratori dipendenti;

        • assistono il minore con continuità ed esclusività;

        • non vi siano né padre né madre o questi comunque non siano in grado di provvedere all'assistenza del figlio.

      9. HO UN FIGLIO DISABILE CON PIÙ DI 18 ANNI. A CHE AGEVOLAZIONI HO DIRITTO?

      I genitori lavoratori dipendenti di figli con 18 o più anni e affetti da disabilità grave, conviventi o non, anche adottivi o affidatari, hanno diritto di fruire del permesso mensile di 3 giorni (vedi sopra). Non è più richiesta la convivenza né la continuità ed esclusività dell'assistenza familiare. Se la persona assistita risiede a più di 150 km di distanza, il lavoratore o la lavoratrice dovrà documentare di aver raggiunto il luogo di residenza dell'assistito.

    1. 1. COSA SONO I PERMESSI PER LUTTO O GRAVE INFERMITÀ?

      I lavoratori e le lavoratrici dipendenti hanno diritto a 3 giorni complessivi di permesso retribuito all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge (anche legalmente separato), di un parente entro il secondo grado (anche non convivente). I tre giorni di permesso sono concessi anche nel caso in cui il decesso o l'infermità grave riguardi un componente della famiglia anagrafica, quindi anche nell'ipotesi della famiglia di fatto.

      2. COSA FARE PER OTTENERE I PERMESSI?

       

        Per ottenere questi permessi è necessario presentare, per la grave infermità, documentazione rilasciata da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato, dal medico di medicina generale oppure dal pediatra di libera scelta; la documentazione va presentata entro cinque giorni dalla ripresa del lavoro.
        Per il decesso, va presentata la relativa certificazione oppure una dichiarazione sostitutiva.

        3. COME DEVONO ESSERE FRUITI I PERMESSI?

        I giorni di permesso devono essere utilizzati entro 7 giorni dal decesso o dall'accertamento dell'insorgenza della grave infermità o dalla necessità di provvedere a conseguenti interventi terapeutici. Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi e sono cumulabili con quelli concessi ai sensi dell'articolo 33 della Legge 104/1992 (lavoratori disabili e familiari di persone con handicap grave).

        È possibile concordare con il datore di lavoro la fruizione dei tre giorni di permesso in modo articolato o frazionato. È possibile, quindi, in alternativa alla fruizione continua dei tre giorni, concordare una riduzione dell'orario lavorativo.

        4. COME SONO RETRIBUITI I PERMESSI PER LUTTO O GRAVE INFERMITÀ?

        I giorni di permesso sono retribuiti al 100%.

      1. 1. COSA SONO I GRAVI MOTIVI FAMILIARI?

        a) necessità derivanti dal decesso di un familiare;

        b) situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell'assistenza di familiari;

        c) situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.

        Sono inoltre considerate "gravi motivi" le situazioni, escluse quelle che riguardano direttamente il lavoratore richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:

        • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;

        • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;

        • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;

        • patologie dell'infanzia e dell'età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.

        2. COS'È IL CONGEDO PER MOTIVI FAMILIARI?

        I dipendenti possono chiedere, per gravi e comprovati motivi familiari, relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei propri parenti e affini entro il 3° grado (anche non conviventi) un periodo di congedo fino a un massimo di 2 anni (art 4 comma 2 e 4 Legge 53/2000).

        3. COM'È RETRIBUITO IL CONGEDO PER GRAVI MOTIVI FAMILIARI?

         Questo periodo non è retribuito, non maturano né le ferie né la contribuzione.

      2. 1. COSA SONO I PERMESSI STUDIO?

        I lavoratori/le lavoratrici dipendenti hanno diritto di assentarsi dal lavoro, usufruendo di appositi permessi studio.

         

        2. CHI HA DIRITTO AI PERMESSI STUDIO?

        Possono fruire dei permessi studio tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici iscritti/e e che frequentano corsi di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, parificate, legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

         

        3. QUANTO DURANO I PERMESSI STUDIO?

        L'ammontare dei permessi studio viene stabilita dai singoli contratti collettivi nazionali, ma è ormai prassi consolidata concedere 150 ore di permesso in un determinato periodo di tempo (di solito un triennio).

        Se il titolo di studio che il lavoratore vuole conseguire è della scuola dell'obbligo, le ore possono aumentare fino a 250.

        4. QUANDO POSSONO ESSERE UTILIZZATI I PERMESSI STUDIO?

        I permessi studio possono essere utilizzati esclusivamente per la frequenza dei corsi (non per lo studio necessario alla preparazione dell'esame). Il datore di lavoro può richiedere le certificazioni comprovanti l'effettiva frequenza dei corsi.

        5. QUANTO SONO RETRIBUITI I PERMESSI STUDIO?

        I giorni di permesso studio sono retribuiti al 100% e sono conteggiati ai fini del calcolo delle ferie e dell'anzianità di servizio.

        6. COSA FARE PER OTTENERE I PERMESSI STUDIO?

        Il lavoratore/la lavoratrice deve presentare al proprio datore di lavoro una domanda in cui:

        • richiede di fruire dei permessi straordinari retruibuiti per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio;

        • specifica il titolo di studio che vuole conseguire;

        • dichiara la scuola/università presso cui è iscritto.

        7. ESISTONO PERMESSI PER CONCORSI ED ESAMI?

        La quasi totalità dei contratti collettivi nazionali riconosce ai lavoratori 8 giorni di permesso retribuito all'anno per sostenere concorsi o esami.

        La fruizione del permesso deve essere tempestivamente comunicata al datore di lavoro e vale esclusivamente per il giorno di svolgimento della prova.

        Il lavoratore/la lavoratrice dipendente che ha fruito del permesso deve produrre in originale la certificazione rilasciata dalla Commissione esaminatrice firmata e timbrata e allegarla alla richiesta di permesso già autorizzata dal datore di lavoro.

        La fruizione di questi permessi è limitata all'anno solare: nell'ipotesi di mancato utilizzo, essi non possono essere cumulati con quelli spettanti per l'anno successivo.

        8. ESISTONO ALTRE AGEVOLAZIONI PER GLI STUDENTI?

        I lavoratori e le lavoratrici hanno diritto ad essere inseriti in turni di lavoro che agevolino la frequenza dei corsi e la preparazione degli esami. Questi lavoratori non sono poi obbligati a prestare lavoro straordinario o durante i riposi settimanali.